Cappella dell’Addolorata

La cappella dell’Addolorata è una delle ultime tre cappelle tuttora presenti nel territorio di Episcopia e l’ultima rimasta chiaramente riconoscibile all’interno del tessuto urbano moderno del paese.

Lungo l’asse viario secondario dell’epoca, che conduceva dal Castello verso il Monastero di Santo Jorio (per approfondimenti clicca qui), venne edificata presumibilmente nel XVII sec. questa cappella gentilizia a poca distanza dal Palazzo Guerriero, anticamente Palazzo Targiani a cui era affidata in jus patronatum.

Questa cappella presenta una ringhiera e un cancelletto di accesso ed un portone recentemente decorato con rilievi in legno, all’interno vi sono degli affreschi.

La cappella è dotata di una torre campanaria alla sua sinistra a cui si accede tramite una scala che dà sul vicolo, questa torre è anche dotata di un orologio che fino a qualche anno fa scandiva il tempo in paese; attualmente questo importante compito viene svolto dalle campane della chiesa Madre che segnano le ore con i loro rintocchi.

La cappella dell’Addolorata venne censita già nel Catasto Onciario, redatto nel 1753, ed era annoverata tra le seguenti sette cappelle di cui disponeva il paese:

  1. Cappella di San Rocco, posta poco lontano dal centro abitato, di cui cappellano era il Rev.mo Don Francescantonio Di Napoli; era in jus patronato originariamente alla famiglia dei Marchesi della Porta e, dopo il 1766 passò alla famiglia De Salvo – Arcieri (per approfondimenti su questa famiglia clicca qui); questa cappella, oramai ridotta allo stato di rudere, è ancora visibile nell’attuale Via San Rocco (per localizzarla clicca qui);
  2. Cappella di Nostra Signora del Carmine, in jus patronato alla famiglia dei Marchesi della Porta, di cui cappellano era il Rev.mo Don Biase Lo Fiego, attualmente non identificata;
  3. Cappella di San Pietro, in jus patronato alla famiglia dei Marchesi della Porta, ricopriva la cappellania il Rev.mo Don Francesco Antonio Targiani, seppur abbandonata da secoli è stata rintracciata in località Manca di Basso ed ora è stata completamente distrutta a causa del passaggio delle condutture dell’acquedotto (per localizzarla clicca qui);
  4. Cappella di San Giovanni, attualmente irrintracciabile;
  5. Cappella di Nostra Signora dei Sette Dolori, la cappella di cui si tratta, oggi chiamata “dell’Addolorata”, posseduta in jus patronato dalla famiglia Targiani e di cui era cappellano il Rev.mo Don Francesco Antonio Targiani, rimane di proprietà della Famiglia Guerriero, discendente proprio dai Targiani;
  6. Cappella dell’Annunziata, oggi irreperibile;
  7. Cappella di Santa Croce, già sconsacrata nel 1753 “[…] diruta e inabilitata a potersi celebrare […]”, ma di cui era ancora cappellano il Rev.mo Don Pietro Salerni, questa cappella passò successivamente in jus patronato alla famiglia Frabasile che la risistemò e la tenne come luogo di culto e sepoltura fino alla costruzione dell’attuale cimitero, si trova nell’omonimo rione Santa Croce (per localizzarla clicca qui) e, nuovamente sconsacrata, è passata in proprietà alla famiglia Calabrese.

Fonte: “Episcopia, Storia e Storie” di Alberto Maria Viceconte – 2019 © Tutti i diritti riservati al Comune di Episcopia.

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